iconur
  • Prima
  • Storia
  • Immagini
  • Oltre l'isola
  • Che cosa ne so
  • Indice articoli
  • Questo sito
    • Informazioni
    • Privacy e note legali
  1. Sei qui:  
  2. Home
  3. Oltre l'isola

Disumana è la potenza della fame: il Holodomor in Ucraina nel 1932-33 / Parte prima

 

di Vincenzo Medde

Stalin, Molotov, Kaganovič, Postyšev, Balickij

Tra l’autunno del 1932 e l’estate del 1933 quattro milioni di persone furono lasciate morire di fame in Ucraina e nel Kuban, una regione del Caucaso del Nord che apparteneva alla Repubblica russa ma che era abitata in prevalenza da Ucraini.

I responsabili di tale sterminio per fame furono Stalin e i suoi più stretti collaboratori (Vjačeslav Molotov, Lazar Kaganovič, Pavel Postyšev, Vsevolod Balickij), per il tramite di politiche economiche e sociali – industrializzazione accelerata, collettivizzazione forzata, liquidazione dei kulaki, requisizione armata dei prodotti agricoli – che, a partire dal 1928-29, avevano innescato un micidiale meccanismo mortifero.

Leggi tutto …

L’eco sgangherato del fascismo eterno

di Vincenzo Medde

 

Copertina della New York Review of Books

I termini fascismo e fascista sono diventati d’uso generico e superficiale per esprimere radicale avversione nei confronti di persone, idee, atteggiamenti. Berlusconi faceva un uso analogo del termine comunista. Più diffuso ancora è l’impiego superficiale e meccanico dei termini medioevo e medievale a indicare strutture, mentalità, comportamenti che si giudicano arretrati o premoderni. Si tratta di usi linguistici popolari, frequenti e retorici, comprensibili magari in contesti emotivamente caratterizzati, poco formali, senza intenti analitici, ma scorretti e comunque da evitare nel contesto di una discussione seria e non di sola polemica.

Leggi tutto …

Mito e realtà della rivoluzione russa in tre articoli di Gramsci

di Vincenzo Medde

Contadini russi negli anni Venti

Contadini russi
negli anni Venti

La rivoluzione in Russia del febbraio 1917 prima e poi l’insurrezione bolscevica e l’instaurazione di un governo rivoluzionario nel successivo ottobre ebbero subito un forte impatto sull’immaginario dei popoli impoveriti e devastati dalla guerra, suscitando insieme grandi speranze e grandi paure. Tanto più che quella russa prometteva o minacciava di essere solo la prima di una serie di rivoluzioni in Europa.

In Italia, Antonio Gramsci, il 29 aprile 1917 sul «Grido del Popolo», dedicò alla rivoluzione di febbraio – che «necessariamente deve sfociare nel regime socialista» – un articolo dai toni entusiastici e ingenuamente trionfalistici, Note sulla rivoluzione russa, che fondava sul proletario russo attese messianiche di rivolgimento epocale e mondiale, non solo dal punto di vista politico e sociale ma anche dal punto di vista “spirituale” e “morale”.

Leggi tutto …

Pagina 4 di 4

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4

Articoli pubblicati

  • A vent’anni oltre il ponte
  • Disumana è la potenza della fame: il Holodomor in Ucraina nel 1932-33 / Parte seconda e terza
  • Gerusalemme 1948-1967
  • Il paradigma coloniale nella storiografia dell’Olocausto e la difficoltà di comprendere insieme stalinismo e nazismo
  • Shoah e Nakba, Auschwitz e Gaza. Le false equivalenze della narrativa palestinese
  • La pastorizia in Sardegna negli anni Cinquanta. Realtà e rappresentazione

Cerca nel sito