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Come gli Ebrei romani, il 2 dicembre 1947, celebrarono la rinascita dello Stato ebraico

Stavo guidando in direzione del Colosseo, quando raggiunsi un gruppo di persone con bandiere. Una folla in strada a Roma durante la siesta era abbastanza insolita, così mi fermai per osservare quella processione silenziosa e ordinata. Non può essere un comizio politico, ragionai. Tali manifestazioni erano sempre rumorose e si tenevano vicino alla Camera dei Deputati, circondate da unità della Celere – le squadre antisommossa. Ma qui non c'era nemmeno un poliziotto in vista.

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L’entusiasmo degli Ebrei in Palestina quando la radio diffuse la notizia che sarebbe rinato uno Stato ebraico

Sabato 29 novembre 1947, con la Risoluzione 181, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la partizione della Palestina mandataria in due Stati, uno ebraico e uno arabo, mentre Gerusalemme sarebbe stata amministrata da un organismo internazionale. La risoluzione ebbe 33 voti a favore (inclusi quelli di Stati Uniti, Francia, URSS e di tutti i paesi del Commonwealth tranne la Gran Bretagna), 13 voti contrari (gli undici paesi musulmani più Grecia e Cuba) e 10 astensioni, tra cui quella britannica.

Qui appresso il racconto dello scrittore AMOS OZ dell’entusiasmo degli Ebrei a Gerusalemme e in Palestina quando la radio diffuse la notizia che dopo quasi duemila anni sarebbe rinato uno Stato ebraico.

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3. Urss 1936-1938. La repressione dei Polacchi in Urss e la liquidazione del Partito comunista polacco*

di Vincenzo Medde

Schiacciare i serpenti trockisti

Il 16 agosto 1938 il Presidium del Comitato Esecutivo dell'Internazionale Comunista (IKKI) firmò la risoluzione che scioglieva d'autorità il Partito Comunista Polacco (KPP), accusandolo di essere stato infiltrato fin dalle origini dai servizi segreti polacchi. Tra i firmatari figuravano Georgij Dimitrov, Dmitrij Manuilsky e Palmiro Togliatti. Era la conclusione formale di un processo di distruzione già in larga parte compiuto: nel corso del 1937 la quasi totalità dei dirigenti del KPP era stata convocata a Mosca con pretesti burocratici, arrestata dall'NKVD e, nella maggior parte dei casi, fucilata.

Queste vicende si inscrivono nel Grande Terrore del 1937-1938, la campagna di repressione di massa con cui Stalin eliminò fisicamente o neutralizzò chiunque potesse apparire un pericolo per il regime: oppositori reali o presunti, quadri militari, funzionari di partito, e infine interi gruppi nazionali. I Polacchi, che vivevano in Unione Sovietica talvolta da generazioni, pagarono un prezzo altissimo: l'Operazione Polonia, avviata con l'ordine 00485 dell'agosto 1937, si concluse con oltre 111.000 condanne a morte.

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2. Urss 1936-1938. Il Comintern complice e vittima della repressione staliniana

di Vincenzo Medde

Comitato esecutivo del Comintern

L’Internazionale comunista, negli anni del Grande Terrore (1937-1938), fu contemporaneamente uno strumento della repressione staliniana e una sua vittima. In questo articolo verranno ricostruiti i principali aspetti di questo paradosso: un’organizzazione che aveva partecipato all’“epurazione” dei propri stessi dirigenti e militanti finì poi per diventare essa stessa vittima della macchina repressiva al cui funzionamento aveva attivamente contribuito. Si esamineranno dapprima la struttura istituzionale del Comintern e i meccanismi di controllo che ne caratterizzavano il funzionamento; quindi il suo ruolo di strumento propagandistico durante i processi di Mosca; poi il caso specifico della vicenda Pjatakov, che illustra concretamente come venivano gestite le contraddizioni imbarazzanti; infine la repressione che si abbatté anche sugli apparati dell’organizzazione stessa.

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Gerusalemme 1948-1967

La caduta del Quartiere ebraico della Città Vecchia e l’espulsione degli ebrei (1948), la divisione della città (1948–1967) e la sua riunificazione (1967)

di Vincenzo Medde

Due anziani Ebrei fuggono dalla Città Vecchia

Indice
1. Gerusalemme, una e trina
2. La fine del Mandato britannico, la nascita di Israele e l’invasione araba
3. L’invasione giordana, la caduta del Quartiere ebraico della Città Vecchia e l’espulsione degli Ebrei
4. Gerusalemme divisa (1948-1967) e nuovamente riunita (1967)

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Shoah e Nakba, Auschwitz e Gaza. Le false equivalenze della narrativa palestinese

di Vincenzo Medde

Guardie Haganah.

L’assimilazione di Shoah e Nakba attinge dalla narrativa dei Palestinesi e dei loro sostenitori, i quali, in assenza di una narrativa originale e autonoma, non esitano ad appropriarsi della storia degli Ebrei in Europa per procedere poi ad una ingannevole inversione tra vittime e carnefici, da cui la l’inverosimile accusa agli Ebrei di fare come i nazisti, o l’assurdità di mettere insieme Auschwitz e Gaza, Shoah e Nakba.

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