di Vincenzo Medde

Vignetta cecoslovacca

Il 17 giugno 1950 un gruppo di giornalisti tedesco-orientali e stranieri vennero invitati a visitare il villaggio di Schönfels, (nella Repubblica Democratica Tedesca) una delle aree infestate dal vorace insetto della patata chiamato anche coleottero del Colorado. I giornalisti, alla fine della visita, stilarono la seguente nota di protesta: «La testimonianza unanime degli agricoltori che hanno a che fare con questo problema nei loro campi è che il gran numero di coleotteri del Colorado è apparso il giorno dopo che gli aerei americani hanno sorvolato la zona. Gli insetti del Colorado sono più piccoli delle bombe atomiche, ma sono anche un’arma dell’imperialismo statunitense contro la popolazione lavoratrice amante della pace. Noi giornalisti al servizio della pace condanniamo questo nuovo metodo criminale dei guerrafondai americani».

di Tommaso Piffer

La Resistenza autonoma rappresentò una componente estremamente significativa del fronte resistenziale dal punto di vista numerico, militare e politico. Formazioni come l’Osoppo, le Fiamme Verdi o il primo Gruppo Divisioni Alpine di Enrico Martini “Mauri” inquadrarono migliaia di uomini, che spesso portarono in dote l’indispensabile esperienza militare acquisita nel Regio Esercito. Fu grazie a uomini come Alfredo Pizzoni, Edgardo Sogno e Raffaele Cadorna che il CLN Alta Italia poté garantirsi la fiducia degli alleati e quindi il sostegno militare ed economico senza il quale, come ebbe a dire Ferruccio Parri, la Resistenza avrebbe dovuto praticamente “chiudere bottega”.

di Vincenzo Medde

Rimozione del Monumento alla fratellanza d’armi sovietico-polacca, Varsavia

Il paesaggio commemorativo, in gran parte urbano e scandito da monumenti, statue, targhe, tombe, lastre, è l’esito plastico della politica della memoria che ogni stato rivendica come propria istituzionale funzione volta a formare i cittadini indicando loro a quale identità storica fare riferimento. In pratica, però, lo stato non è l’unico agente che contribuisce alla definizione del paesaggio memoriale, giacché altri soggetti pretendono di avere voce in capitolo: consigli regionali e municipali, organizzazioni, associazioni di storici, musei, archivi, l’opinione pubblica in generale e anche, come vedremo, stati e governi esteri.

di Vincenzo Medde

Nel febbraio 1948 il Partito ccomunista cecoslovacco organizzò il “colpo di Praga” con il quale instaurava in Cecoslovacchia una dittatura che sarebbe durata quarant’anni.

Altro fu il destino dell’Italia, nonostante la presenza di un fortissimo partito comunista allineato sulle posizioni sovietiche come lo erano i comunisti cecoslovacchi. Perché l’Italia, pur con dei limiti importanti, rimase una liberal-democrazia, sostanzialmente rispettosa degli essenziali diritti di libertà? Perché il PCI, per sua fortuna, non ebbe le “opportunità” di cui approfittò il PCC?

di Zoë Zajdlerowa

I tetti delle vetture erano coperti di neve fresca, ma il terreno intorno era battuto e calpestato. I treni, gremiti di deportati, rimanevano fermi per intere giornate prima di partire, e le rotaie si coprivano di escrementi e della bava gialla e appiccicosa dell’urina che filtrava dagli assiti. Contro lo sfondo bianco si stagliavano le bizzarre figure delle sentinelle impellicciate. Di tanto in tanto si fermavano per battere i piedi per terra, cercando di riscaldarsi con uno strano movimento delle braccia. Ogni soldato portava la baionetta inastata al fucile.

di Vincenzo Medde

Milizia operaia a Praga

Lo storico americano Bradley Abrams nella storia della Cecoslovacchia del dopoguerra individua una prima fase che va dal 1945 al febbraio 1948, caratterizzata da una competizione politica ancora democratica, e una seconda dal febbraio 1948 al 1950, segnata dalla progressiva presa totalitaria dei comunisti. Quattro avvenimenti cruciali scandiscono il percorso verso la dittatura: le elezioni politiche del maggio 1946; il processo a Jozef Tiso, come cartina di tornasole per valutare i rapporti tra Cechi e Slovacchi; l’accettazione prima e poi il rifiuto del Piano Marshall; la riunione per la fondazione del Cominform nel settembre 1947.

di Vincenzo Medde

Il campo di Sobibor

Auschwitz in molta storiografia, nella coscienza diffusa, nell’insegnamento scolastico è ad un tempo centro e simbolo quasi unico dell’Olocausto. Si tratta però di una centralità che non corrisponde alla realtà storica della Shoah. Auschwitz diventò la più grande fabbrica di morte solo tra la fine del 1943 e gli inizi del 1944, quando l’Olocausto si era in gran parte già consumato.

di Vincenzo Medde

Dei 5 milioni e 700mila Ebrei uccisi nell’Olocausto, circa 3 milioni erano cittadini polacchi e un altro milione circa cittadini sovietici. Dopo gli Ebrei polacchi e sovietici, i gruppi più numerosi tra le vittime furono gli Ebrei rumeni, ungheresi e cecoslovacchi. Per studiare l’Olocausto occorre conoscere le società, le culture, le lingue degli Ebrei che abitavano nell’Europa centro-orientale: yiddish, polacco, russo, in primo luogo.